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Maggio: anche oggi la sveglia è suonata prestissimo: alle 6:30 già
tutti in piedi e pronti per partire dopo un’ora e mezza di viaggio
finalmente a Premana e comincia la salita verso il rifugio Pizzo Alto.

Durante la camminata si ascoltano le lezioni sulla cultura alpina .
Si
osservano gli alpeggi costruiti con tanti sassi e poca calce. Dopo aver
osservato la cartina per vedere dove ci troviamo e soprattutto quanto
manca.

Mentre
ci si dondola su un’ altalena di fortuna si ammira le valli Fraina,
Varrone e spiccano le cime innevate della val Gerola. Qua si riparte per
raggiungere i 1396 m del rifugio Pizzo Alto. Qui si da sfogo alle
capacità artistiche e creative dei giovani , che realizzano vere e
proprie opere d’arte con materiale perfettamente biodegradabile
(nastro adesivo, vinavil e spago). Questi sgorbi…capolavori
rappresentano tre accompagnatori del C.A.I.: lasciamo a voi giudicare!!!

Siccome lavorare stanca e soprattutto affama ci siamo fermati al rifugio
per un piatto di pasta al sugo e una bottiglia di vino, per i grandi, e
la gassosa, per i piccoli.
A pranzo concluso inizia il divertimento: “bandiera con animali”.
Dopo la schiacciante vittoria di una delle due squadre si riparte alla
volta del museo sulla tradizione alpina di Premana
dove si possono ammirare i costumi tipici, la vita contadina e le
caratteristiche forbici e coltelli realizzati con il ferro delle miniere
dei dintorni.

Per concludere la visita niente ci avrebbe fatto capire meglio il modo
di vivere dei premanesi di una cassetta in cui veniva narrata la storia
di Premana, il duro lavoro e le grandi soddisfazioni che fanno parte
dell’esistenza di ogni paesano.
La gita volge al suo tramonto e stanchi ma felici si torna a casa.
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